mercoledì 18 febbraio 2009

Sardegna, arriva il cemento. Cappellacci: via la salvacoste

Sarà fatto in fretta: «Cento giorni per parlare con le amministrazioni interessate e inventariare le criticità. E nei due mesi successivi cancelleremo il quadro urbanistico, compresa la legge salva-coste». Eccolo, il cemento. Avanti con «i centri benessere, e non si capisce perché in Sardegna ce ne siano così pochi», si lamentò Berlusconi nell'ultimo comizio prima del voto. Fra poco spunteranno come funghi quando fa umido, perché Ugo Cappellacci, nella prima conferenza stampa da presidente della Regione è fin troppo chiaro e questo è stato da sempre il messaggio elettorale del centrodestra: basta vincoli, via quella legge che impedisce edificazioni per una distanza di due chilometri dal mare. Che tutela, in sostanza, il paesaggio da abusivismo e scempi.
Si cambia. Cappellacci avrà 54 consiglieri su 80 e si permette uno smarcamento: «Al G8 alla Maddalena preferirei avere i giganti di Monte Prama», sculture sarde scolpite su pietra arenaria delle cave oristanesi: guerrieri da opporre ai bronzi di Riace che il premier vorrebbe traslocare sull'arcipelago per «impressionare» i capi di Stato. La conferenza stampa scorre intervallata dagli applausi dei supporter mentre Cappellacci evita l'analisi del voto disgiunto, quegli elettori che hanno scelto il Pdl preferendo però indicare Soru come presidente (e sono circa il 5%, né pochi né decisivi). È cortese con lo sconfitto e va via liscio anche su argomenti imbarazzanti, dalle cave della Marmilla –prossime al disastro ambientale e da lui amministrate– fino all'uso delle tivù: «Ho rifiutato il confronto con Soru per non alimentare lo scontro».
Comodo, comodissimo: sulle reti nazionali Rai e Mediaset i passaggi sulla campagna elettorale sarda sono stati questi: un'ora e mezza per Berlusconi e i suoi, e appena due minuti scarsi a Soru e Pd. Il garante ha sanzionato l'abuso, ma ormai è acqua passata. Era giusto cominciare da qui nell'analisi di un voto che dopo due giorni è ancora parziale e lo resterà per molto: le controverse schede dell'8% delle sezioni saranno conteggiate direttamente dai tribunali.
La smodatezza dei media non spiega tutto, ma c'è. Così come esiste un partito nuovo in Sardegna, quello delle schede nulle, la terza forza: sono 18.000 (23 mila aggiungendo quelle bianche). E gonfiano il conto del malessere, pagato qua e là da tutti: del voto disgiunto contro il 49enne commercialista si è detto, ma fra le schede non valide e gli astenuti ci sono i delusi del centrosinistra. Questa perdita di consenso di Soru – dovuta all'azione di giunta e alla turbolenta fine di quell'esperienza – e del Pd (a causa dei dissidi nazionali e in questo caso anche locali) ha consumato la rimonta dell'ex governatore, che pure aveva trovato elettori trasversali.
Il quadro parzialmente mutilato dei risultati offre comunque conclusioni: quella del centrodestra è una vittoria di alleanze ardite, ma fortemente redditizie. Il voto sardo si è polarizzato. Solitamente, fuori dai confini dei due contendenti più forti si contavano molti altri voti, fra centristi e indipendentisti. Questa volta restano briciole e le divora il frontista Gavino Sale: è stata quindi una partita fra due coalizioni. Solo che una era costruita in lungo e largo, con un fondamentale apporto dell'Udc, dei Riformatori, del Psd'Az, mentre l'altra si appoggiava in pratica sul solo Pd e sull'ascendente di Soru. Aver tessuto quelle alleanze e quel margine ha consentito a Berlusconi di oscurare Cappellacci e mettere in piedi il solito referendum: con me (e i soldi del governo) o contro di me. Il centrosinistra poteva opporre una coalizione più omogenea, ma ha pagato l'insussistenza della sinistra e la pesante recessione del Pd. L'Idv ha confermato numeri discreti ma inferiori ai partiti di centro. Così dietro Soru c'era appena un 39% di consenso organizzato: buono per una batosta a Cagliari e per una vittoria piccola a Sassari. E per perdere a sorpresa nelle zone depresse come il Sulcis. Anche a Porto Torres, dove è acuto la crisi della chimica, il Pdl è primo partito.

4 commenti:

democratico ha detto...

Faremo della Sardegna il salotto estivo della borghesia Lombarda, grazie sardini.
Silvio da milano.

sbirulino ha detto...

salve ,grazie ,grazie a tutti i sardi che hanno permesso (votandolo)a cappellacci di governarci per 5 anni .la nostra bellissima costa verde sarà invasa dal cemento e di conseguenza da tutti i RICCONI milanesi pronti a dettare legge con la loro arroganza e ipocrisia !!!! grazie a tutti i sardi che invano sperano di avere qualcosa in cambio ,grazie a tutti i sardi che hanno creduto alle promesse di berlusconi .mi fermo qui altrimenti rischio che i ragazzi del blog non mi pubblicano il commento per tante cose che potrei dire .a tutti questi sardi VENDUTI ,una sola parola : VENDUTI !!!!!

matilde ha detto...

Saranno cinque anni bui a cui sarà difficile rimediare credo...

sbirulino ha detto...

salve,saranno (forse)5 anni bui ,ma cerchiamo di riaccendere la luce e illuminare questa bellissima isola chiamata SARDEGNA ,perchè è nostro dovere avere un governatore sardo che conosce a fondo i problemi relativi all'isola ,e non essere sottomessi alla dittatura di uno qualsiasi arrivato dal nord,perchè cappellacci sarà solo una presenza fisica ma tutte le regole saranno decise da silvio .per questo motivo abbiamo un DOVERE in più per rimandare a casa i presuntuosi milanesi !!!!!!!ciao .