PARTITO DEMOCRATICO di Ussana - Circolo "A. Gramsci" - Cagliari - Sardinia - Italy.
mercoledì 27 marzo 2013
giovedì 21 marzo 2013
lunedì 18 marzo 2013
Chent'annos - Tziu Peppinu Orgiano
domenica 17 marzo 2013
8 punti per un Governo di cambiamento
Carissimi,
la scorsa settimana la direzione nazionale
del PD ha approvato gli 8 punti presentati
da Pier Luigi Bersani per un governo di cambiamento.
Proposte di fronte alle quali ciascuno si
assumerà la responsabilità
di dire un sì o un no davanti al
Paese. Sono progetti sui quali è
bene che vi sia un pubblico dibattito,
alla luce del sole ed è utile il
contributo e la partecipazione di tutti.
Abbiamo già presentato le proposte
per la
lotta alla corruzione e il falso in bilancio
, l'economia
verde e lo sviluppo sostenibile
, e le misure
urgenti sul fronte sociale e del lavoro
. Altre ne seguiranno.
Vi chiediamo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle.
Nello speciale del sito www.partitodemocratico.it/8punti troverete
anche uno spazio per i commenti ad ogni
proposta ed un questionario,
per contribuire a migliorarle con i vostri
suggerimenti.
Grazie per tutto quello che potrete fare!
Facciamo di questa Camera la casa della buona politica
Laura Boldrini, deputata del centrosinistra è stata eletta Presidente della Camera, con la maggioranza assoluta dei voti
Laura Boldrini è la nuova Presidente della Camera.
E’ stata eletta con 327 con voti, cioè la maggioranza assoluta. Roberto Fico del M5s si è fermato a 108 preferenze. Le schede bianche sono state 155, le nulle 10 e i voti dispersi 18. I votanti sono stati 618. è la terza donna nella storia della Repubblica ad essere eletta alla presidenza della Camera. Prima di lei solo Nilde Jotti, parlamentare del Pci e Irene Pivetti, eletta con la Lega.
****
"Facciamo di questa Camera la casa della buona politica: rendiamo il Parlamento trasparente con una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani. Sarò la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato. Stiamo iniziando un viaggio e io con cura e umiltà accompagnerò la richiesta di cambiamento che arriva da tutti gli italiani, soprattutto dai nostri figli, da una generazione che ha smarrito se stessa". Lo ha detto in prima battuta la neo presidente, nel suo discorso di insediamento in Aula.
"La Camera sia il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno. Dovremo dar strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire persino l'ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati che nessuno di noi ha dimenticato. Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze - ha aggiunto - per questo dobbiamo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, non contro i poveri" .
E un pensiero ai "molti, troppi morti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce" è stato rivolto da Boldrini agli immigrati che hanno perso la vita nei viaggi della speranza sui gommoni e le carrette del mare.
Un passaggio del suo discorso di investitura, la Presidente della Camera - tra gli applausi dell'Aula in standing ovation - lo ha dedicato alle donne e alle brutalità che subiscono, "dovremmo farci carico dell'umiliazione contro le donne e della violenza, travestita da amore".
E ha ricordato "il sacrificio di chi è morto per queste istituzioni e per la democrazia", nell'anniversario della morte di Moro e della sua scorta, esprimendo la propria vicinanza a Don Ciotti, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia, promossa da Libera.
"In quest'Aula - ha ribadito ancora - sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo, ma questi diritti - ha sottolineato - sono stati costruiti fuori da qui, liberando l'Italia e gli italiani dal fascismo".
Boldrini ha rivolto un saluto "carico di speranza", al nuovo Pontefice. "Abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole di Papa Francesco venuto emblematicamente dalla fine del mondo", ha detto ed ha concluso il suo discorso con un monito: "Sento forte il richiamo del Presidente della Repubblica sull'unità del Paese, la politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione".
****
"Il rinnovamento della politica e la questione sociale, sono i due tasti che ha toccato Laura Boldrini nel suo intervento alla Camera, con grandissima sensibilità e lasciatemi dire finalmente con uno sguardo sul mondo". Così Pier Luigi Bersani ha espresso grande soddisfazione per l'elezione della Presidente. "È la persona giusta, uno sguardo sul mondo che fa bene alla politica".
*****
Eletta nelle file di Sel, Laura Boldrini arriva a Montecitorio dopo essere stata per 14 anni portavoce dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr).
Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e dopo una breve esperienza in Rai, inizia nel 1989 la sua carriera all'Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Pam) come portavoce per l'Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell'Unhcr, per il quale ha coordinato anche le attivià di informazione in Sud-Europa. Si è occupata in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo, e ha svolto numerose missioni in aree di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.
Ricoprire la terza carica dello Stato è finora l'incarico istituzionale più alto raggiunto in Italia da una donna.
E’ stata eletta con 327 con voti, cioè la maggioranza assoluta. Roberto Fico del M5s si è fermato a 108 preferenze. Le schede bianche sono state 155, le nulle 10 e i voti dispersi 18. I votanti sono stati 618. è la terza donna nella storia della Repubblica ad essere eletta alla presidenza della Camera. Prima di lei solo Nilde Jotti, parlamentare del Pci e Irene Pivetti, eletta con la Lega.
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"Facciamo di questa Camera la casa della buona politica: rendiamo il Parlamento trasparente con una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani. Sarò la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato. Stiamo iniziando un viaggio e io con cura e umiltà accompagnerò la richiesta di cambiamento che arriva da tutti gli italiani, soprattutto dai nostri figli, da una generazione che ha smarrito se stessa". Lo ha detto in prima battuta la neo presidente, nel suo discorso di insediamento in Aula.
"La Camera sia il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno. Dovremo dar strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire persino l'ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati che nessuno di noi ha dimenticato. Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze - ha aggiunto - per questo dobbiamo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, non contro i poveri" .
E un pensiero ai "molti, troppi morti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce" è stato rivolto da Boldrini agli immigrati che hanno perso la vita nei viaggi della speranza sui gommoni e le carrette del mare.
Un passaggio del suo discorso di investitura, la Presidente della Camera - tra gli applausi dell'Aula in standing ovation - lo ha dedicato alle donne e alle brutalità che subiscono, "dovremmo farci carico dell'umiliazione contro le donne e della violenza, travestita da amore".
E ha ricordato "il sacrificio di chi è morto per queste istituzioni e per la democrazia", nell'anniversario della morte di Moro e della sua scorta, esprimendo la propria vicinanza a Don Ciotti, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia, promossa da Libera.
"In quest'Aula - ha ribadito ancora - sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo, ma questi diritti - ha sottolineato - sono stati costruiti fuori da qui, liberando l'Italia e gli italiani dal fascismo".
Boldrini ha rivolto un saluto "carico di speranza", al nuovo Pontefice. "Abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole di Papa Francesco venuto emblematicamente dalla fine del mondo", ha detto ed ha concluso il suo discorso con un monito: "Sento forte il richiamo del Presidente della Repubblica sull'unità del Paese, la politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione".
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"Il rinnovamento della politica e la questione sociale, sono i due tasti che ha toccato Laura Boldrini nel suo intervento alla Camera, con grandissima sensibilità e lasciatemi dire finalmente con uno sguardo sul mondo". Così Pier Luigi Bersani ha espresso grande soddisfazione per l'elezione della Presidente. "È la persona giusta, uno sguardo sul mondo che fa bene alla politica".
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Eletta nelle file di Sel, Laura Boldrini arriva a Montecitorio dopo essere stata per 14 anni portavoce dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr).
Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e dopo una breve esperienza in Rai, inizia nel 1989 la sua carriera all'Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Pam) come portavoce per l'Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell'Unhcr, per il quale ha coordinato anche le attivià di informazione in Sud-Europa. Si è occupata in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo, e ha svolto numerose missioni in aree di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.
Ricoprire la terza carica dello Stato è finora l'incarico istituzionale più alto raggiunto in Italia da una donna.
Giustizia sociale e cambiamento, la sfida che abbiamo davanti
L'ex Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica, con 137 voti su 313 senatori presenti e altrettanti votanti.
L'ex Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso,
senatore del centrosinistra, è stato eletto Presidente del Senato della
Republica, con 137 voti su 313 senatori presenti e altrettanti votanti;
117 voti per il senatore del centrodestra Renato Schifani, 52 schede
bianche e 7 nulle.
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"Mai come oggi il Paese ha bisogno di risposte rapide e efficaci. Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come oggi il compito della politica è di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida. Entrando qui mi ha colpito l'affresco sul soffitto con 4 parole: giustizia, diritto, fortezza e concordia di cui il Paese ha disperatamente bisogno, come della pace sociale". Così il neopresidente del Senato ha iniziato il suo discorso di insediamento a Palazzo Madama.
"Siamo a un passaggio straordinario, abbiamo il dovere, il diritto e la responsabilità di indicare il cambiamento possibile, è in gioco la qualità della nostra democrazia. Nello stesso tempo - ha aggiunto - dobbiamo avviare un cammino a lungo termine, iniziare una nuova fase costituente che possa stupire e stupirci".
Grasso ha ricordato l'anniversario dell'Unità d'Italia, che ricorre il 17 marzo. "Nei 152 anni della nostra storia abbiamo saputo unirci, superare le differenza, affermare con fermezza i valori comuni. Il primo pensiero - ha detto - va alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne ci hanno consegnato una delle Carte costituzionali più belle e più moderne del mondo, donne come Teresa Mattei la più giovane eletta della Assemblea Costituente, che ci ha lasciati pochi giorni fa".
Un pensiero è stato rivolto ad un altro anniversario: l'assassinio di Moro e della sua scorta: "In Aldo Moro il terrorismo brigatista colpì il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di generazione della società italiana. Come Moro scrisse: 'il destino di un uomo non è realizzare pienamente la giustizia ma di avere sempre fame e sete di giustizia'. Oggi migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato alla giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia. Vi confesso che mi è molto dispiaciuto non poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato 800 nomi di vittime della mafia, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio deve essere nostro faro.
Ho sempre cercato verità e giustizia - ha proseguito - e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d'Inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese, perchè la sfida che abbiamo davanti si racchiude nelle parole: giustizia sociale, etica e cambiamento".
Il neopresidente del Senato, Pietro Grasso, ha concluso il suo discorso ricordando le parole che Antonino Caponnetto, Capo dell'ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo gli disse poco prima di entrare nell'aula del maxi processo contro la mafia: 'Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui sempre e soltanto la voce della tua coscienza'. Sono certo che in questo momento e in quest'Aula - ha detto Grasso - l'avrebbe ripetuto a ciascuno di noi".
Discorso di insediamento di Pietro Grasso
***
"Complimenti a Laura Boldrini e a Pietro Grasso. Se si vuole cambiare, si può!", ha commentato Pier Luigi Bersani in un tweet l'elezione dei presidenti di Camera e Senato.
****
Pietro Grasso è nato il primo gennaio del 1945 a Licata, in provincia di Agrigento, e cresciuto a Palermo.
Inizia la carriera di magistrato nel 1969 a Barrafranca, in provincia di Enna, per proseguire a Palermo nel 1972. E' qui che comincia a occuparsi di reati contro l'amministrazione pubblica e di criminalità organizzata.
Nel 1980 diventa titolare dell'inchiesta sull'omicidio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella.
Nel 1985 è nominato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa Nostra nato dalle indagini del pool antimafia.
Nel 1989 diventa consulente della Commissione parlamentare antimafia presieduta prima da Gerardo Chiaromonte e poi da Luciano Violante.
Pochi mesi dopo la strage di Capaci viene chiamato a sostituire Giovanni Falcone nella Commissione centrale per la definizione ed applicazione dello speciale programma di protezione a favore dei testimoni e collaboratori di giustizia.
Delle stragi del 1992 e del 1993 comincia ad interessarsi nelle mie nuove funzioni di coordinamento e di impulso, prima come sostituto poi come aggiunto, presso la Direzione nazionale antimafia. Nel 1999 torna a Palermo come procuratore capo, incarico che dura fino al 2005. In questi anni vengono arrestate per reati di mafia più di 1.700 persone, e vengono consegnati alla giustizia 13 dei 30 latitanti più pericolosi.
Nel 2005 viene chiamato a capo della Procura nazionale antimafia, dove viene confermato per un secondo mandato nel 2010.
Alle elezioni del 2013 si è candidato con il PD, dopo essersi dimesso da magistrato
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"Mai come oggi il Paese ha bisogno di risposte rapide e efficaci. Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come oggi il compito della politica è di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida. Entrando qui mi ha colpito l'affresco sul soffitto con 4 parole: giustizia, diritto, fortezza e concordia di cui il Paese ha disperatamente bisogno, come della pace sociale". Così il neopresidente del Senato ha iniziato il suo discorso di insediamento a Palazzo Madama.
"Siamo a un passaggio straordinario, abbiamo il dovere, il diritto e la responsabilità di indicare il cambiamento possibile, è in gioco la qualità della nostra democrazia. Nello stesso tempo - ha aggiunto - dobbiamo avviare un cammino a lungo termine, iniziare una nuova fase costituente che possa stupire e stupirci".
Grasso ha ricordato l'anniversario dell'Unità d'Italia, che ricorre il 17 marzo. "Nei 152 anni della nostra storia abbiamo saputo unirci, superare le differenza, affermare con fermezza i valori comuni. Il primo pensiero - ha detto - va alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne ci hanno consegnato una delle Carte costituzionali più belle e più moderne del mondo, donne come Teresa Mattei la più giovane eletta della Assemblea Costituente, che ci ha lasciati pochi giorni fa".
Un pensiero è stato rivolto ad un altro anniversario: l'assassinio di Moro e della sua scorta: "In Aldo Moro il terrorismo brigatista colpì il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di generazione della società italiana. Come Moro scrisse: 'il destino di un uomo non è realizzare pienamente la giustizia ma di avere sempre fame e sete di giustizia'. Oggi migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato alla giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia. Vi confesso che mi è molto dispiaciuto non poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato 800 nomi di vittime della mafia, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio deve essere nostro faro.
Ho sempre cercato verità e giustizia - ha proseguito - e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d'Inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese, perchè la sfida che abbiamo davanti si racchiude nelle parole: giustizia sociale, etica e cambiamento".
Il neopresidente del Senato, Pietro Grasso, ha concluso il suo discorso ricordando le parole che Antonino Caponnetto, Capo dell'ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo gli disse poco prima di entrare nell'aula del maxi processo contro la mafia: 'Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui sempre e soltanto la voce della tua coscienza'. Sono certo che in questo momento e in quest'Aula - ha detto Grasso - l'avrebbe ripetuto a ciascuno di noi".
Discorso di insediamento di Pietro Grasso
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"Complimenti a Laura Boldrini e a Pietro Grasso. Se si vuole cambiare, si può!", ha commentato Pier Luigi Bersani in un tweet l'elezione dei presidenti di Camera e Senato.
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Pietro Grasso è nato il primo gennaio del 1945 a Licata, in provincia di Agrigento, e cresciuto a Palermo.
Inizia la carriera di magistrato nel 1969 a Barrafranca, in provincia di Enna, per proseguire a Palermo nel 1972. E' qui che comincia a occuparsi di reati contro l'amministrazione pubblica e di criminalità organizzata.
Nel 1980 diventa titolare dell'inchiesta sull'omicidio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella.
Nel 1985 è nominato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa Nostra nato dalle indagini del pool antimafia.
Nel 1989 diventa consulente della Commissione parlamentare antimafia presieduta prima da Gerardo Chiaromonte e poi da Luciano Violante.
Pochi mesi dopo la strage di Capaci viene chiamato a sostituire Giovanni Falcone nella Commissione centrale per la definizione ed applicazione dello speciale programma di protezione a favore dei testimoni e collaboratori di giustizia.
Delle stragi del 1992 e del 1993 comincia ad interessarsi nelle mie nuove funzioni di coordinamento e di impulso, prima come sostituto poi come aggiunto, presso la Direzione nazionale antimafia. Nel 1999 torna a Palermo come procuratore capo, incarico che dura fino al 2005. In questi anni vengono arrestate per reati di mafia più di 1.700 persone, e vengono consegnati alla giustizia 13 dei 30 latitanti più pericolosi.
Nel 2005 viene chiamato a capo della Procura nazionale antimafia, dove viene confermato per un secondo mandato nel 2010.
Alle elezioni del 2013 si è candidato con il PD, dopo essersi dimesso da magistrato
giovedì 14 marzo 2013
Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
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